Tailandia centrale: Bangkok, Ayutthaya e Uthai Thani

05 Luglio 2015
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Cari Amici,

stavolta scrivo dal pc del Blue House hotel di Sukhothai. Gia', siamo arrivati al nord della Tailandia e abbiamo preso tanto di quel sole da aver gia' cambiato pelle.
Da quello che leggo su facebook in Italia fa caldo, anzi caldissimo. Ma anche qui non si scherza! Ci sono stati picchi di 38 gradi, con la differenza che qui c'e' un'umidita' pari all'80%.

Oggi, per noi, e' stato il primo giorno di pioggia 'seria'. Quando piove, qui ai tropici, lo fa per davvero. Ma sebbene sia la stagione delle piogge, finora siamo stati piu' che fortunati.
Con questo articolo voglio raccontarvi brevemente delle citta' che abbiamo visitato nel centro della Tailandia, prima fra tutte la capitale: Bangkok.

Avevamo delle aspettative molto alte a riguardo, perche' tutti gli amici che ci sono stati ci avevano detto che era meravigliosa. Tuttavia, la nostra impressione e' stata praticamente quasi opposta. A noi la capitale non e' piaciuta, o perlomeno non cosi' tanto, certamente non a tal punto da definirla spettacolare. 
Estremamente caotica come molte delle citta' asiatiche e come molte capitali, ci sta. Il problema, oltre al caos e allo smog, e' che non sembra di stare in Tailandia. La gente del posto e' talmente abituata ad avere a che fare con il turismo di massa che sono tutti veramente scortesi, opportunisti e si capisce benissimo che cercano di fregarti non appena glielo permetti. 
Purtroppo (o per fortuna) Bali e l'Indonesia sono state per me una rivelazione, un'esperienza unica, quindi mi ritrovo spesso a fare confronti con la Tailandia, anche se non dovrei. Il fatto e' che li' la gente del posto ti trattava, si, pur sempre da turista ma mai mancandoti di rispetto. A Bangkok certe volte ci e' sembrato di essere su Scherzi a parte. In quattro giorni siamo riusciti a litigare con diversi guidatori di tuk tuk. Non prendete mai i tuk tuk che vi propongono di fare il giro per 20 baht! Quelli, invece che portarvi a visitare la citta', vi portano di negozio in negozio sperando che compriate qualcosa da cui poi ricavano la percentuale. E che dire dei tassisti che non parlano una parola di inglese e che spesso anziche' usare il tassametro ti sparano prezzi astronomici sperando che qualcuno abbocchi? La maggior parte dei tassisti, poi, ha seri problemi di orientamento. Uno di loro non conosceva nemmeno la posizione di uno dei principali templi della citta'! In genere, comunque, abbiamo sempre preferito il taxi al tuk tuk perche', utilizzando il tassametro, era sempre piu' economico e il prezzo onesto. 
Per quanto riguarda la citta' in se' e per se', i templi sono piuttosto moderni (Bangkok e' infatti solo l'ultima delle capitali tailandesi, quelle storiche sono altre) e sono disorganizzatissimi dal punto di vista turistico. Per entrare in quello piu' grande della citta', un complesso di templi e palazzo reale, abbiamo fatto un'ora di fila soltanto per noleggiare camicette con cui coprire le spalle. Nessun problema, se non fosse che le camice erano ancora bagnate di sudore della gente che le aveva indossate poco prima. Insomma, e' vero che siamo ragazzi giovani all'avventura, ma questo ci e' sembrato davvero troppo. 
Andiamo avanti: parlare con la gente del posto a Bangkok e' impossibile. Oltre a non essere affatto cordiali, il loro inglese e' molto scarso, quindi domande un po' piu' complicate manco a sognarle. 
Quello che invece abbiamo amato di Bangkok e che stiamo amando in generale della Tailandia sono i mercati. Se si evitano quelli turistici, i mercati sono posti autentici. Spesso eravamo le uniche facce occidentali fra le varie bancarelle piene di cibo molto invitante e oggetti di ogni tipo. Al contrario di quanto mi avevano detto, le notti passate al bagno non sono state mai causate dai mercati ma sempre dai ristoranti (e abbiamo anche sempre scelto quelli un po' piu' costosi proprio per evitare danni).

Tirando le somme, Bangkok si merita un sei e mezzo. Di templi ce ne sono un milione, ma quello che manca e' il contatto con la cultura. I tailandesi addomesticati al turismo di massa sono veramente odiosi e mano a mano che imparo a conoscere la religione buddista capisco anche il perche'. 
Si tratta di una religione che, se professata dal popolo e non come la predicano i saggi, cioe' con tanto di cerimonie e fiori e le solite cose che gli uomini fanno quando si dimenticano dell'essenza della cosa, e' molto egoista. 
Il buddismo si sviluppa in moltissimi rami diversi ma, da quello che ho capito, qui in Tailandia si prega Buddha per chiedere energia, per diventare come lui e quindi raggiungere lo stato massimo, il nirvana. 
Qui non esistono i concetti di carita', compassione, karma. Qui ci sei tu e tutto il resto si vedra'. Penso che questo la dica gia' lunga sul loro modo di vedere la vita.
Ad ogni modo fra qualche giorno, su al nord, avro' modo di parlare con monaci del posto (alcuni templi offrono l'opportunita' di fare una 'monk chat' e io, ovviamente, non vedo l'ora) e sapro' dirvi meglio. 

Proseguiamo con il nostro viaggio.
Dopo Bangkok ci siamo diretti poco piu' a nord, ad Ayutthaya, una delle antiche capitali del paese, dove ci siamo trattenuti due giorni. Dal punto di vista artistico, la citta' ha molto di piu' da offrire rispetto all'attuale capitale: rovine di moltissimi templi mantenute ancora in ottimo stato, un mercato molto carino e persone sorridenti e disponibili. 
Ci siamo fatti il tour della citta' in bicicletta. Era un caldo insostenibile ma e' stato molto bello. 

Da Ayutthaya abbiamo deciso di andare a cercare la vera Tailandia, scegliendo, un po' a caso sulla mappa, una citta' che ci sembrava non troppo fuori rotta. Il dito si e' fermato su Uthai Thani, una piccola provincia sperduta al centro del paese. 
Nessuna guida parla di questa citta', anche perche' le attrazioni sono davvero limitate. 
Il tempio degli specchi e' tra i piu' visitati dai tailandesi, ma non dai turisti. 

Per noi, Uthai Thani e' stata la boccata d'aria che cercavamo. Appena arrivati, gente del posto intorno che non sapeva mezza parola di inglese. Volevano sapere dove fossimo diretti. Abbiamo chiesto se qualcuno ci avesse potuto portare a fare un giro del posto in macchina. A quel punto si e' avvicinato un anziano signore con un inglese un po' maccheronico ma pur sempre comprensibile. Alla nostra richiesta ci ha guardato con una faccia un po' sorridente e un po' dispiaciuta, rispondendo: "ma noi qui non abbiamo la macchina, abbiamo solo queste 'motorette'". A quel punto gia' ci avevano aperto il finestrino tailandese e stavamo gia' godendo della boccata d'aria, quindi ci siamo messi a ridere e ci siamo fatti portare in giro tutto il giorno in 'motoretta'. 

Finalmente gente cordiale, in ogni negozio ci accoglievano come fossimo venuti dal cielo. Al mercato tutte facce sorridenti, ci hanno fatto assaggiare di tutto e il nostro grande amico-guida e' stato formidabile.
Dopo il tempio degli specchi, quello in cima a 449 gradini, il mercato con il riso cotto nelle canne di bambu', dolci al cocco, piatti thai di ogni genere, saggio di danza tailandese del sud, abitanti sorridenti, insegnanti di scuola e bambini scalzi in giro abbiamo lasciato la solitaria provincia di Uthai Thani per venire qui, a Sukhotai.
Domani ci aspetta un altro tour in bicicletta e dopodomani ci sposteremo ancora piu' a nord, a Chiang Mai.


Grazie a dio, l'ansia da posti superturistici sembra essere passata. 
Tante volte ho sentito dire che il turismo di massa stravolge i paesi, ma solo ora riesco a capirne la ragione. Per i cittadini di Bangkok il turismo conta moltissimo. Ci sono piu' taxi che macchine normali, tuk tuk in ogni angolo, strade come Kao San road create a immagine e somiglianza di posti come Ibiza, centri massaggi dove non esiste privacy e dove le donne tailandesi parlano tra di loro nella loro lingua (il piu' delle volte sembrano prenderti in giro) e centri commerciali squallidi. Al contrario, nelle cittadine dove il turismo arriva ma in quantita' limitata, o perlomeno dove arrivano i viaggiatori ma non i vacanzieri in cerca di sesso e spiagge, i tailandesi sono piu' rilassati e le zuppe thai e i dolci al cocco hanno la meglio sulle colazioni continentali.

Anche stavolta e' questione di priorita': se venite in Tailandia per farvi la vacanza relax non vi troverete d'accordo con niente di cio' che ho appena scritto. 
Se invece verrete per conoscere il popolo e la cultura tailandesi, allora state pur certi che ve ne dovrete scappare al nord.

Un abbraccio e a presto, Amici!

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

  • P. IVA: 03449380546
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