Tailandia meridionale: koh Phi Phi e koh Samui

28 Giugno 2015
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Ciao Amici,

stavolta vi scrivo dal Cloudy hostel di Bangkok, con una tastiera mezza europea e mezza thailandese (mi si incrociano gli occhi!).

Non voglio parlarvi della capitale perche' siamo arrivati giusto ieri e perche' l'aggiornamento riguarda la settimana appena conclusa, trascorsa tra le isole della Tailandia meridionale.


Ci eravamo lasciati a Singapore, da dove avremmo volato direttamente a Phuket, grande isola nella regione sud-occidentale della Tailandia. A Phuket abbiamo trascorso solo una notte, utilizzandola come appoggio per spostarci poi nel paradiso dei paradisi terrestri: le isole Phi Phi. 
Comunque, la notte a Phuket e' stata piacevolissima, perche' abbiamo avuto modo di visitare il night market di Phuket town, il mercato notturno molto tradizionale, con pochissimi turisti e con tanto tantissimo cibo invitante. E' stato un bel modo della Tailandia di darci il benvenuto. 

Ma passiamo alla parte migliore. Le isole Phi Phi sono piccolissime, percorribili a piedi nelle parti piu' abitate, ovviamente, e il resto raggiungibile tramite barca pagando non troppi baht. Credo che il mio arrivo a Phi Phi con il traghetto sia stato uno dei momenti piu' eccitanti della mia vita. Piangevo di gioia e non stavo piu' nella pelle. Sicuramente a incidere era il fatto che sogno la Tailandia da quando sono bambina, ma molto era dovuto a quello che avevamo di fronte e tutto intorno: un mare di un colore tra il verde, il turchese e il celeste, formazioni rocciose a creare uno sfondo impressionante, isolani sorridenti e barchette rudimentali, pochi turisti per la bassa stagione e il piu' bel sole che poteva accoglierci. 
L'hotel che abbiamo scelto era fatto di piccole casette di bambu', la nostra era proprio sulla spiaggia ed era meravigliosa. Nei due giorni di Phi Phi abbiamo visto le spiagge principali, fatto tanto snorkeling con davvero tantissimi pesci colorati intorno, abbiamo visitato la Phi Phi piu' piccola con la sua indescrivibile Maya Bay, abbiamo affittato un kayak, bevuto tanti cocktail di frutta fresca e ci siamo rilassati al sole. 

In quelle isolette idilliache, tuttavia, ho iniziato ad avere i primi pregiudizi sul popolo tailandese. E qui giungiamo alle tanto sbagliate ma alla fine tanto vere generalizzazioni che ci si trova a fare quando si viene a conoscere un popolo nuovo. Credo che esistano due tipi di tailandesi: il tailandese puro, che non parla mezza parola di inglese e tantomeno la capisce ma che e' sorridente e pronto ad aiutarti, e il tailandese addomesticato al turista, quello che si fa capire, che spara prezzi molto alti per lo standard e che, il piu' delle volte, pensa di poterti fregare. Ne ho avuto conferma anche qui a Bangkok, litigando abbastanza intensamente con uno dei tanti guidatori di Tuk Tuk. Purtroppo, a differenza del popolo indonesiano tanto fedele al karma e propenso a fare del bene in ogni caso, ho avuto la sensazione che i tailandesi siano davvero opportunisti. Con noi non hanno molta fortuna perche' siamo italiani (abituati a contrattare e a relazionarci con i turisti) e perche' ci informiamo sempre tramite guida e blog online (quindi conosciamo i prezzi approssimativi delle tratte e sappiamo dove andare), ma credo che molti turisti nordeuropei possano rimanerne fregati. 

Critiche a parte, abbiamo lasciato le Phi Phi dopo due giorni per andare nel golfo tailandese, in un'altra isola nella parte orientale del paese chiamata Samui. Anche in quel caso, Samui ci sarebbe servita solo come punto di appoggio per fare l'escursione nel parco marino nazionale di Ang Thong. Di per se', l'isola di Samui e' oscena. Grande 60 km circa, quindi molto dispersiva, l'isola non e' tailandese, bensi' europea. Negozi per turisti, bar per turisti, spiagge con soli turisti. Insomma un incubo! Non la consiglio a nessuno, soprattutto dopo aver visto Phi Phi, che e' nettamente superiore anche dal punto di vista paesaggistico.

Per fortuna, a Samui ci siamo stati solo due notti e per fortuna l'escursione nel parco marino non ci ha affatto deluso. Il parco consta di moltissime e piccolissime isolette rocciose dello stesso stampo delle altre a ovest e l'acqua e' di un colore fantastico. Ci hanno portato in un punto da cui si vedeva il panorama, ci hanno fatto fare snorkeling, kayak, abbiamo pranzato e siamo tornati. Una bella giornata in un altro pezzo di paradiso. Finche' non ci siamo accorti che il tempo da dedicare al resto della Tailandia iniziava a stringere e allora abbiamo prenotato il traghetto-bus per Bangkok.

In conclusione, abbiamo trascorso circa una settimana in alcune delle principali isole meridionali del paese e, a saperlo, ci saremmo fermati volentieri due notti in piu' a Phi Phi. Purtroppo, pianificando il viaggio di volta in volta, puo' capitare di fare errori di valutazione. Avrei evitato di andare a Samui (impiegando circa otto ore di viaggio per arrivarci) e mi sarei concentrata su Phuket, sempre turistica ma di sicuro piu' intrigante dal punto di vista paesaggistico. Per chi ha in programma di andare in Tailandia, ora lo sapete ;)

La cucina tailandese rientra fra le nostre preferite, seconda solo a quella giapponese. Tuttavia, la cucina di strada, dunque meno sofisticata, si presenta un po' cosi'. Bisogna stare attenti a scegliere bene cosa mangiare per evitare di passare la notte in bagno! 

Per quanto riguarda la moneta e il costo della vita, siamo sempre sugli standard asiatici ma a chi mi dice che la Tailandia e' economica rispondo che non e' del tutto vero. Forse lo sara' stata una volta. Qui, se vuoi fare una vacanza completa senza risparmiarti, i soldi partono molto velocemente (a differenza di Bali e dell'Indonesia).

Credo di avervi dato gia' un'idea di questa nazione, ma non preoccupatevi perche' il viaggio continua ancora per un po' e sapro' dirvi, spero, molto di piu'. Per ora ci godiamo questa supercaotica capitale tra templi buddisti, tuk tuk e mercati di ogni genere.

A presto, presto... prestissimo amici!

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

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