Kuala Lumpur, dintorni e Singapore

20 Giugno 2015
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Cari Amici,

anche la prima settimana asiatica è andata. 
Vi scrivo dal Green Kiwi Hostel di Singapore. Come al solito, cambio di piani in itinere.


Atterrati a Kuala Lumpur, in Malesia, abbiamo preso il taxi e ci siamo diretti in citta' nell'appartamento di Jess, la nostra amica che ci avrebbe ospitato. Ah no, prima di prendere il taxi, ci è preso un mezzo colpo. Perchè penso che sarete d'accordo con me che passare da 12 gradi a 30 gradi con 80% di umidita' sia uno shock non piccolo. Non è tanto il caldo, quanto la costante sensazione di non avere abbastanza ossigeno da respirare, la mancanza di aria fresca e pulita. Ecco perchè qui l'aria condizionata è all'ordine del giorno. Comunque, tornando a noi, Jessica Tzy non è altro che una nostra ex-coinquilina. 
Sei anni fa, quando abbiamo fatto la nostra esperienza di due mesi a Bristol, siamo andati a vivere in uno studentato. E li', nel flat 101, c'era anche Jess. Da allora siamo sempre rimasti in contatto tramite facebook e, a distanza di anni, eccoci a casa sua. La nostra amica ora convive con il ragazzo, quindi siamo stati tre notti da loro, dormendo nel divano letto di un palazzo abbastanza alto e con vetrate abbastanza grandi da offrirci un ottimo panorama. 
Passando alla vita da viaggiatori: la Malesia, un po' come l'Indonesia, non costituisce un problema dal punto di vista linguistico. 
Tutti parlano piu' o meno bene l'inglese, anche se con i tassisti spesso c'è da ridere. A differenza dell'Indonesia, pero', la Malesia, o almeno Kuala Lumpur, è molto piu' sviluppata, soprattutto dal punto di vista delle infrastrutture. Questo è dovuto al fatto che la nazione è stata sempre conquistata e sviluppata da popoli diversi: dagli arabi ai portoghesi, per poi passare agli olandesi e poi ancora agli inglesi. Ecco perchè la citta' è abbastanza ricca, almeno per lo standard del sud-est asiatico, e la popolazione piu' o meno benestante. Tuttavia, stando a quanto dice Jess, la corruzione è altissima e questo impedisce alla nazione di svilupparsi ulteriormente, motivo per cui sta rimanendo indietro rispetto agli altri paesi asiatici. 
La lingua nazionale e' il malese ma si parla anche inglese e la Malesia, in Asia, pare essere molto rinomata per la sua cucina. Abbiamo avuto poco tempo per testarla veramente ma la prima impressione non è male.
Per quanto riguarda i dettagli, domenica siamo arrivati a Kuala Lumpur e la sera siamo usciti a cena con Jess e Chris. Poi ci sono stati il lunedi' e il martedi', giorni in cui abbiamo visitato la citta' e dintorni, senza rimanerne particolarmente colpiti, ecco perchè poi abbiamo deciso di cambiare rotta prima della Tailandia. Kuala Lumpur ha poco da offrire in termini turistici. A parte le Petronas towers, le due famose torri gemelle quartier generale della compagnia petrolifera nazionale, c'è ben poco da visitare. Una moschea molto grande e qualche grattacielo che di notte la rende affascinante, altrimenti nulla di che. Dimenticavo, come per l'Indonesia, anche in Malesia esistono piu' religioni nazionali: l'induismo, il buddismo e l'islamismo. Detto questo, la citta' ci è piaciuta ma nulla di speciale. Vicino al centro abbiamo visitato le Batu Caves, ovvero un sistema di tre cave naturali in cui sono stati costruiti degli altari induisti, anticipati da una statua d'oro alta 43 metri.
L'idea del tempio e di come è predisposto ci è piaciuta, ma lo stato in cui è conservato non tanto. Molta sporcizia e scimmie ovunque a mangiare dai secchi. In generale, anche qui, voto 6. Infine, sempre nei pressi di Kuala Lumpur, o meglio a circa due ore di distanza, abbiamo visitato una riserva naturale di elefanti. Gli elefanti sono animali molto presenti in quelle zone, ma comunque a rischio di estinzione. La breve visita alla riserva è stata carina, ma speriamo di goderci piu' elefanti con calma in Tailandia. 
Questi sono stati i nostri primi due giorni in Malesia. La nostra fedele compagna Lonely Planet e internet non ci consigliavano altri posti particolari nelle vicinanze, mentre nelle isole al nord, secondo il meteo, sarebbe piovuto. Quindi abbiamo deciso di partire. Come da programma, abbiamo lasciato i nostri bagagli a casa di Jess e con lo zaino in spalla abbiamo preso il bus per Singapore.
Tre giorni di Singapore, di cui oggi l'ultimo. Che dire? Uno spettacolo che non mi sarei mai aspettata! Per quanto io non ami troppo le citta' ricche e tanto costruite e per quanto possa essere frustrante camminare dieci ore al giorno senza aria fresca, Singapore è una citta'-stato sorprendente. 
Una volta parte della Malesia, Singapore ha poi raggiunto l'indipendenza e intrapreso uno sviluppo tutto suo diventando, come sostiene la Lonely Planet, la terza economia mondiale. 
Sebbene questa citta' abbia gli stessi piatti tipici e lo stesso clima di Kuala Lumpur, passare dalla Malesia a Singapore è stato un po' come passare dal terzo mondo all'era futuristica. 
Il paese è abitato per il 75% da cinesi, poi malesi, poi indiani e poi europei. Per le strade, in metro o nei ristoranti le cose vengono scritte in quattro lingue e sempre nel seguente ordine: inglese, cinese, malese e hindi. Un dollaro di Singapore vale quasi come un dollaro australiano, quindi la vita è molto cara, sia per noi europei che, soprattutto, per gli standard asiatici.
Parlando della nostra visita, il primo giorno c'era un gran bel sole, quindi ci siamo concessi una giornata fra transformers, montagne russe e dinosauri. Gli Universal Studios di Singapore offrono la bellissima opportunita' di tornare bambini e divertirsi senza avere pensieri. L'ingresso costa 72 dollari e la cosa funziona piu' o meno come Mirabilandia: file per le varie attrazioni, scenografie di film o cartoni famosi e intrattenimenti di ogni genere.
Dopo esserci divertiti a sufficienza, siamo partiti dall'isola di Sentosa (in cui si trovano gli Universal, l'acquario e tutte le maggiori attrazioni turistiche della citta') per dirigerci a Marina Bay. Su questo non ci sono dubbi: la baia lascia a bocca aperta. Da qualsiasi prospettiva la si osserva, che sia la vista dei grattacieli modernissimi e del leone simbolo di Singapore o che sia il palazzo a tre pilastri e i giardini, Marina Bay è in-cre-di-bi-le.
Le foto mi aiuteranno a descrivervi lo spettacolo che quel posto offre a chi lo visita. Tra le altre cose, strade di una pulizia mai vista, palme che costeggiano il mare, tanta gente che fa jogging, postazioni per sdraiarsi e giardini di un'era che ancora non conosciamo. 
A meta' naturali e a meta' frutto di costruzioni umane modernissime, i giardini di Marina Bay di notte sono illuminati con giochi di colore sorprendenti. Sembra quasi di stare su Avatar, giuro. 
Marina Bay ci e' piaciuta cosi' tanto che abbiamo deciso di tornarci anche il giorno seguente, al tramonto. Ah, ovviamente i grattacieli sono tutti proprieta' delle banche e costituiscono il centro finanziario della citta' e direttamente sul mare ci sono due palazzi, uno dei quali e' il negozio di Louis Vuitton. Poi c'è la ruota panoramica piu' grande del mondo che vanta solo 130 metri di diametro e dall'altra parte della baia, quindi dal lato delle banche e dei grandi hotel, c'è il Merlion, il leone-sirena simbolo della citta' (a quanto pare, Singapore deve il suo nome a un indiano che, appena sbarcato in queste terre, ha avvistato un leone bianco e ha chiamato questo posto Singa Pure, ovvero citta' del leone). Tutto questo nella bellissima Marina Bay.
Il giorno seguente abbiamo fatto un giro per i centri commerciali e visitato l'acquario. Anche in questo caso, sebbene io odi gli animali costretti in un habitat diverso da quello naturale, l'acquario è stato piacevole perchè davvero enorme e pieno di specie particolari. Oggi, ultimo giorno, abbiamo visitato i giardini botanici con il meraviglioso giardino nazionale delle orchidee, China town e little India. 
In generale, impressione piu' che ottima di Singapore. Tantissime nazionalita' convivono pacificamente e la citta' offre di tutto e di piu' ai turisti in cerca di natura, divertimento e cultura. L'unica pecca davvero grande è l'abuso che si fa dell'aria condizionata. Specialmente nelle metro, il getto d'aria è fortissimo tanto da sentire addirittura freddo e il costante sali e scendi o entra e esci da posti al chiuso a posti all'aperto non è affatto buono per la salute. Non so come facciano loro a sopportare cosi' tanta escursione termica. Saro' forse troppo nonna io? :)
Per ora, Kuala Lumpur si becca un 6+ e Singapore un bel 9. Domani mattina ci aspetta il volo per Phuket, Tailandia! Siamo alla ricerca del sole, perchè in questa stagione pioggia e sole si alternano spesso. Dunque, in base alla presenza o meno del nostro caldo stellone, ci sposteremo da Phuket alle Phi Phi Islands per qualche giorno di sano relax e snorkeling in mezzo ai pesci coloratissimi.

Scusate gli accenti poco italiani e i vari errori che troverete in questo articolo ma sto usando una tastiera inglese e un computer che non è mio e sto facendo, tra l'altro, molta fatica a scrivere perche' la ragazza inglese che sta parlando su Skype accanto a me sembra avere un'ugola alquanto potente :D

Ciao amiciiiiiii

P.s. abbiamo prenotato il volo di ritorno ma... la data non si dice!!!

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

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