Proseguendo, ancora per poco, qui a Melbourne

18 Maggio 2015
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Hi friends,

sono passati ormai più di venti giorni dal nostro arrivo a Melbourne e tutto procede tranquillamente.

Mik al lavoro si trova molto bene. Lavora circa 35 ore a settimana, quindi poco, ma va bene così. Per quanto riguarda me, continuo a tradurre a tempo pieno e ho aperto partita iva italiana. Pagherò ufficialmente le tasse al nostro caro stato (o regalerò soldi ai nostri politici, mettetela come volete). 

Nonostante non ci sia nulla di troppo avventuroso da raccontare, le novità non mancano. Prima fra tutte, quella che riguarda il nostro Giocondo.
Bè, dopo aver sentito uno strano rumoretto appena arrivati a Melbourne, abbiamo deciso di portarlo da un meccanico Mitsubishi. Prima di rivenderlo, infatti, volevamo essere sicuri che fosse in buone condizioni. Volevamo essere onesti, insomma. E giusto parlando di onestà, temo che il gentilissimo ragazzino tedesco che ce lo ha venduto non conoscesse molto bene il significato di questa parola. Si è scoperto, infatti, che molto probabilmente il chilometraggio è stato truccato e che non era vero che aveva cambiato la cinta di distribuzione del van. Morale della favola, la cinta di distribuzione era talmente vecchia che stava per scivolare e finire nel motore (a quel punto il van sarebbe stato da buttare). Con la modica cifra di 1.150 dollari abbiamo cambiato cinta, termostato, pompa dell’acqua e altre cose di cui mi intendo ben poco.
Ora, Giocondo è in vendita su Gumtree. Abbiamo già ricevuto due chiamate ma ancora nessuno ha confermato (l’annuncio è di pochi giorni fa). Abbiamo un mesetto di tempo per venderlo, dunque ancora non ci preoccupiamo, anche perché è veramente in ottime condizioni.

L’altra novità riguarda la partenza, ormai pianificata, da Melbourne. Il 10 giugno pagheremo 70 dollari per l’affitto di una macchina con cui arriveremo a Sydney. Il piano è quello di visitare la città in 3 o 4 giorni, e da lì prendere il volo per la Malesia. In Malesia ci aspetta Jess, la nostra amica con cui abbiamo convissuto tre mesi a Bristol ben sei anni fa! Staremo con lei qualche giorno e le lasceremo le nostre valigie. Dopo di che, zaini in spalla, sarà la volta di Tailandia (20 giorni circa), breve attraversamento del Laos e Vietnam (altri 20 giorni). Dal Vietnam torneremo in Malesia a prendere le valigie e da Kuala Lumpur a… Roma!
Il nostro viaggio, in termini economici, dipende molto anche dalla vendita di Giocondo. Quindi, amici, incrociate le dita per noi!!!

Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, il Greenhouse hostel si sta rivelando un gran bel posto. Abbiamo conosciuto tantissima gente, tra cui compagni di stanza molto simpatici a cui piace dormire la mattina, proprio come a noi. In più, si sa, la vita da ostello è emozionante proprio per le storie che senti, per i progetti di viaggio, le passioni, per le battute in inglese o in tedesco o in tutte le lingue del mondo. Abbiamo amici di Hong Kong che ci insegnano il cantonese e con cui ridiamo ogni sera al loro tentativo di pronunciare correttamente la “r” italiana, per esempio per pronunciare correttamente il mio nome o la parola ‘grazie’. Abbiamo amici inglesi, con cui Mik va a giocare a calcetto. Un amico vietnamita, che mi insegna a suonare il piano e che ci ha dato delle dritte sul nostro prossimo viaggio. Abbiamo conosciuto Pedro e Lucas, due brasiliani di Sao Paulo, intelligenti e con senso dell’umorismo. Poi tedeschi, irlandesi, francesi e molti altri. Insomma, il mondo gira veloce, qui in ostello. La gente va e viene e molte volte capita di ritrovarsi in qualche parte del mondo. Ci si aggiunge su facebook e questo basta e avanza per ritrovarsi anni dopo. 

E che dire di Melbourne? Continuo a ripetere che non sarà mai casa mia, e purtroppo il freddo di questa città non contribuisce a farmi cambiare idea, soprattutto dopo un roadtrip sotto il sole e dopo 5 mesi di Australia a 40 gradi. Tuttavia, non si può comunque negare che si tratta di una bellissima città. Nei giorni in cui Mik non lavora, cerchiamo di girare un po’ per le zone che ancora non abbiamo visto e piano piano scartiamo questa Melbourne come una caramella. La settimana scorsa abbiamo visitato la famosa Graffiti Street. Più che una strada, si tratta di un angolo, nascosto fra i palazzi della città, in cui nuovi graffiti vengono dipinti ogni giorno. Tra bombolette e palazzi vissuti, si respira proprio l’aria di vita metropolitana. Sempre la settimana scorsa siamo anche andati a fare un giro nel quartiere di St. Kilda e abbiamo costeggiato il porto per poi passeggiare lungo il molo. Quello che abbiamo potuto ammirare lì è stata una colonia di piccoli pinguini che, al calar del sole, escono dagli scogli in cui si nascondono e, nuotando, vanno a procacciarsi il cibo. 

Credo che questo è ciò che mi rimarrà più impresso dell’Australia: ovunque vai, no matter where, nel deserto come in città, troverai sempre qualcosa di profondamente curioso e diverso dal mondo in cui sei cresciuto. Si potrebbe dire che questa è una considerazione ovvia e scontata, perché mi trovo in un altro continente, dall’altra parte del mondo. Si, forse lo è, se si pensa a posti completamente diversi dall’Europa. L’Australia, però, non lo è del tutto, o almeno non più. Per un momento, provate a immaginare una nazione interamente popolata da aborigeni, in cui koala, canguri, rettili e uccelli di ogni genere riempiono le strade e il deserto e le foreste e le spiagge. Questa è l’Australia che dovete immaginare, che doveva esistere. Sarebbe stato tutto diverso. Come quando pensiamo all’Africa e i suoi abitanti di colore, all’Asia e ai suoi abitanti dagli occhi a mandorla, così avremmo dovuto pensare all’Australia e ai suoi abitanti dal colore scuro e dagli zigomi enormi, con capelli ricci e chiari e divisi in tribù. Solo che poi sono arrivati gli inglesi, gli europei, e hanno reso tutto il più simile possibile a casa. Grazie a dio, la natura qui è così forte e ribelle che non è stato possibile trasformare il continente in un’altra Europa. Tutto ciò che i coloni sono riusciti a fare è stato costruire qualche città lungo la costa, dove il clima è migliore e la natura è più docile. Ecco perché, sebbene stando nelle città a stampo europeo a volte ci si dimentichi di cosa sia l’Australia, basta uscire di qualche chilometro e la natura di questo pazzesco continente te lo ricorda. Se la cerchi, in silenzio, lei c’è sempre. E’ una cosa a cui ho pensato spesso in questi mesi. Che possiamo distruggere, sporcare, disprezzare e dimenticare, ma la natura è la nostra culla e, per fortuna, sarà sempre e comunque più forte di noi.

Un bacio e al prossimo aggiornamento!

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

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