L'aria di Perth

07 Dicembre 2014
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Hi friends!

da oggi in poi vi aggiornerò così, con questo blog, dove posso raccontare agli amici interessati le nostre disavventure e farlo in maniera abbastanza dettagliata.

Voglio provare a riassumere in poche righe le mille sensazioni ed emozioni catturate in una sola settimana dall’altra parte del mondo. Vi voglio parlare dell’aria che si respira a Perth.

Bene, da dove cominciamo? Ah, si. L’arrivo. 

Dopo un viaggio abbastanza stancante ma non impossibile, siamo arrivati in aeroporto, dove un tassista messoci a disposizione da una mia conoscente australiana ci è venuto a prendere con una umile Audi A8. Dunque, facile immaginare le nostre facce sconvolte e sfinite e i nostri occhi spalancati in cui si leggeva il commento: ricchi ed esagerati. Ma è una volta entrati in macchina, o meglio in quella navicella spaziale, che ci si presenta davanti la cosa di sicuro più sconcertante, quella a cui non avevamo pensato prima: la guida “on the wrong side of the street”. Sapete, quando si pensa di fare un viaggio in Australia ci si immaginano canguri, ragni,  serpenti o coccodrilli. Si pensa ad ogni causa di morte possibile immaginabile, ma non alla più semplice: la guida a destra. E già. Perché uno può morire punto da un ragno, ma può anche morire se mentre attraversa, invece di guardare prima a destra e poi a sinistra, fa l’esatto opposto. Ed ecco che è già una settimana che facciamo allenamento cercando di stare attenti a dove guardare e cercando di abituare i nostri occhi alle rotonde prese al contrario. Mik, infatti, non fidandosi del mio inesistente senso dell’orientamento e della mia non praticità, vede bene ti fare come si fa con i bambini. Mi ferma, poi mi prende la mano e mi dice “vai!”.

L’eredità inglese del “sempre tutto diverso dal resto del mondo” si riflette indubbiamente anche quando si passeggia, perché anche lì si tiene rigorosamente la sinistra. Potete immaginare, quindi, l’imbarazzo costante di scontrarsi con la gente per strada e stare due ore uno di fronte all’altro facendo destra, sinistra, destra, sinistra, per poi capire, spostarsi a sinistra e finire con un amareggiato “sorry”.

Superato lo shock della guida a destra, arriviamo in ostello. Ed è qui che inizia la nostra favola.

Oltre ad essere pulitissimo e centrale, il City Perth Backpackers Hostel è il luogo in cui si sentono le storie più belle, in cui incontri ragazzi da tutto il mondo, con passati diversi e progetti simili. Tante lingue, piatti diversi, abitudini opposte ma una cosa in comune: la voglia di viaggiare. È così che in una settimana abbiamo conosciuto Valerio, Ned, Chantelle, Jack, Giuseppe, Josh, Filippo e molti altri. Lei di Birmingham e lui di Sheffield, Chantelle e il suo ragazzo, per esempio, venivano da un viaggio di 5 mesi in Asia e ora, dopo essere passati di qua, se ne andavano per un anno e mezzo in giro per l’Australia. Valerio, come noi, aveva lavorato in Inghilterra e dopo due anni ha deciso di venire qui in Australia, farsi due anni e, perché no, rimanerci. Michele e la sua ragazza, lui pugliese lei romana, hanno lavorato in Inghilterra e in Germania per 5 anni e ora, dopo due anni di Australia, stanno per andarsene alla volta di Cina, Malesia, Tailandia, Olanda, Germania e forse alla fine Italia. Tutte storie vere. Tutti viaggiatori di un certo calibro. Inutile dirvi che il contatto con ragazzi del genere è una delle fonti di crescita personale più grandi che io abbia mai avuto o mai desiderato avere, certamente più della scuola. Con questi ragazzi abbiamo fatto subito amicizia e sono loro che ci stanno aiutando ad ambientarci, dandoci molte dritte dal punto di vista organizzativo/burocratico e anche uscendo con noi la sera o semplicemente facendo quattro chiacchiere.

Insomma voto 10+ al City Perth Backpackers Hostel. 

Ora passiamo alla città. Perth? Per ora direi carina. È una città molto estesa, come del resto tutta l’Australia, dunque in soli 5 giorni è difficile dare un giudizio. La prima cosa che abbiamo notato è che gli australiani non sanno come riempire gli spazi. Ne hanno talmente tanto a disposizione che non sanno cosa inventarsi. In città è tutto a portata di mano ma nei quartieri leggermente fuori, senza macchina, si rischia di camminare per ore. Si tratta di una città, dunque scordatevi canguri o fantasie del genere. Al massimo si trovano le palme. 

E che dire delle spiagge? Per ora ne abbiamo vista una, the City Beach, ed è meravigliosa. Il vento è sempre molto freddo e il sole picchia forte: in 30 minuti ci siamo ustionati. Parentesi linguistica per gli amici linguisti: qui non si va “al mare” ma si va “all’oceano”. Quindi se vuoi sapere dove si trovano le spiagge non devi chiedere “where is the sea?”, bensì “where’s the ocean?”. 

In generale, Perth è una città pulitissima, multiculturale e con tantissime opportunità lavorative. Atterrati il lunedì, Mik il mercoledì aveva già trovato lavoro e il venerdì avevamo già casa. Io? Mi sono data qualche giorno per ambientarmi… a breve toccherà anche a me, non temete. 

La vita non è affatto cara come dicono. Forse solo gli affitti. Si aggirano sui 1000 euro al mese per una doppia (500 a testa), ma dovete considerare che lo stipendio medio va dai 2500 ai 3500 euro al mese. Come camerieri si va alla grande.

Ci sono tantissimi asiatici e, nonostante la ristorazione qui inglobi tutti i tipi di cucine, i locali che si incontrano più di frequente sono sushi bar o ristoranti cinesi.

E gli australiani? Bè, è difficile rintracciarli in mezzo alla mischia. Sono veramente pochi rispetto agli immigrati. Si riconoscono per il loro marcato accento e forse per il modo di vestire… sorvoliamo su questo aspetto.

Dalla nostra ancora piccola esperienza però abbiamo già potuto costatare che gli australiani sono molto gentili e disponibili. L’estate scorsa, mentre ero al lavoro, in Italia, ho incontrato per caso Colleen, una signora sulla sessantina che era in vacanza da noi. Non appena ha saputo del mio progetto, ha deciso di lasciarmi la sua mail. Da allora siamo rimaste sempre in contatto ed è stata lei a mandarmi il tassista che ci ha portato dall’aeroporto all’ostello, a farci fare un giro per la città, ad accompagnarci in spiaggia e ad invitarci a pranzo domenica. Sempre lei ci ha già trovato lavoro in fattoria da una sua amica, quando ci sposteremo ad Adelaide, a Marzo. Insomma, una donna fantastica che alla mia domanda sul perché fosse cosi cortese con noi ha risposto che, alla nostra età, anche lei aveva fatto un viaggio-lavoro in Europa e che, essendo stata aiutata da moltissime persone, ha deciso di ricambiare il favore aiutando noi.

Per quanto riguarda il posto in cui dormiremo, la casa che condivideremo con altre 3 persone è molto grande e bellissima. Avremo bagno in camera e cabina armadio, un salone molto grande con tv a schermo piatto, balcone e all’ultimo piano della palazzina in cui ci troviamo avremo spa, jacuzzi e spazio barbecue per cene varie ed eventuali. Penserete che sia scontato, dato il prezzo che paghiamo. Ma non lo è. Abbiamo visto altre case e, sebbene siano tutte molto nuove, non erano così belle.

Quindi veniteci pure a trovare, noi vi aspettiamo ;)

Infine, la burocrazia? Anni luce avanti all’Italia (non ci vuole molto, lo so). In tre giorni abbiamo aperto il conto in banca, fatto richiesta per il Tax File Number (numero necessario per lavorare pagando le tasse come un residente e non come uno straniero), acquistato un numero australiano e ottenuto il riconoscimento della tessera sanitaria (Medicare).

Insomma amici, “down under” si sta bene. L’aria di Perth per ora è proprio come l’aria che tira a Perth: leggera e ancora un po’ fredda. Ci vuole un po’ di tempo perché si riscaldi. Ma noi, tra ciabatte e pantaloncini, siamo qui ad aspettare che diventi sempre più piacevole, proprio come la nostra avventura.

Al prossimo aggiornamento!    

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

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