Da Denmark a Port Augusta

24 Marzo 2015
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Ciao Amici,

siamo in viaggio da ormai due settimane e la vita da nomadi procede alla grande. E’ una vita tanto intrigante quanto stancante, soprattutto perché ci sono state giornate di sola guida.

Ad ogni modo, rispetto alla prima parte del viaggio, i chilometri percorsi questa volta sono decisamente di più. Tanto che siamo a pochissime ore da Adelaide, a Port Augusta.

L’ultimo articolo vi lasciava a Denmark, dove abbiamo visitato le spiagge a cui abbiamo attribuito il voto più alto tra tutte quelle visitate finora: greens pool ed elephant rocks. 

Da lì ci siamo diretti in un’altra cittadina medio-grande dell’Australia Occidenale, ovvero Albany. Nulla di particolarmente interessante, se non un pranzo in una piccola fattoria famosa per l’allevamento dei ‘marron’, crostacei molto simili all’aragosta e tipici dell’Australia Occidentale.

Procedendo verso Esperance abbiamo avuto la prima impressione di ‘desolazione’ iniziando a renderci conto di quanto infinitamente vasto e vuoto sia questo continente. La sosta successiva è stata, infatti, Jerramungup, uno dei tantissimi paesini dimenticati da Dio. Jerramungup consiste molto semplicemente di un benzinaio e forse dieci abitanti in tutto, che lavorano ovviamente dal benzinaio! 

In questi posti alle otto di sera è già tutto morto, si può solo dormire. Il cellulare è completamente fuori uso. Pensate che ci sono ancora le cabine telefoniche per le emergenze!

Ma avrò modo di parlarvi della desolazione dell’outback australiano a breve. Per ora restiamo concentrati sull’Australia Occidentale, che tutto sommato è bella piena di paesini.

La tappa seguente è stata Esperance, una meraviglia fra le meraviglie. Percorrendo la Great Ocean Drive, siamo subito rimasti a bocca aperta per le incredibili spiagge cristalline e la sabbia finissima e bianchissima che le caratterizza. Parlando della sabbia, non posso non citarvi Lucky Bay, una magnifica spiaggia non troppo lontano da Esperance, al Cape le Grand National Park. Oltre ai canguri che amano cibarsi e rilassarsi proprio sulla spiaggia vicino ai visitatori, la caratteristica di quel posto è il terreno a base di quarzo. In pratica, cammini sulla sabbia bianchissima ma a livello di consistenza sembra di camminare per strada. La sabbia è compattissima e se ci strisci sopra con i piedi fischia pure. Se la prendi fra le mani poi, ha una consistenza molto strana. Direi simile alla neve. Sembra umida anche se è asciutta. Molto difficile da descrivere ma mai vista una cosa del genere.

Ora arriviamo al bello. Esperance è stata l’ultima tappa in mezzo alla civiltà, prima di immergerci nel vuoto più assoluto del Nullarbor in direzione Adelaide. Se date un occhio alla cartina dell’Australia, noterete che c’è una sola parte, a sud, non affatto popolata, o meglio non da uomini. Ecco, quei mille kilometri me li porterò dietro per molto tempo, credo. E saranno memorizzati nella sottocartella ‘avventura’ della cartella ‘Australia’.

Prima di scomparire dalla terra, abbiamo fatto sosta a Norseman, altro paese sperduto e dimenticato da Dio, ma abbastanza preparato a backpacker come noi, tanto da disporre di un supermercato.

Dopodichè è iniziata la vera traversata: milleseicentosessantotto kilometri di nulla. 1668 kilometri di strade dritte, piante grasse, canguri vivi o morti, lucertolone ai bordi delle strade, musica e guida lonely planet. Niente di più, niente di meno. Ovviamente, viaggiare nell’outback australiano con veicoli vecchi è sempre pericoloso, perché se la macchina si ferma, il benzinaio si trova ogni 200 km, non esiste cellulare al mondo che abbia ricezione e non esiste acqua nelle immediate vicinanze. E’ per questo motivo, oltre che per la noia di percorrere strade di cui non avvisti la fine, che ci siamo affrettati ad attraversare la parte più desolata, percorrendo oltre 1000 km in due giorni. Per quanto riguarda le soste notturne, ci sono tantissime aree lungo il tragitto, in mezzo alla boscaglia, dove poter dormire. Inoltre, ogni 200 km circa, si trova una road house. Vi starete chiedendo: di cosa si tratta? Semplicemente di un benzinaio dotato di motel, parcheggio caravan, supermercato e bagni. Una notte abbiamo dormito nella road house di Caiguna, pagando 20 dollari per avere accesso a bagni e docce. Al bagno c’era un cartello che chiedeva cortesemente ai viaggiatori di segnalare allo staff l’eventuale presenza di serpenti nelle vicinanze, perché i serpenti in quella zona, così diceva il cartello, erano tutti velenosi. Secondo voi cosa si poteva fare dopo 8 ore di guida a 90 km orari e premesse del genere? Nulla, chiusi nel van a dormire e pronti per proseguire la traversata la mattina dopo. Nel percorrere questo tratto di continente, ho avuto anche il piacere o la fortuna o, diciamo la verità, l’obbligo di guidare per il tratto rettilineo più lungo d’Australia, ovvero 90 miglia, ovvero 146,6 km. Ovvero il Nullarbor Plain. Per rendere l’idea, è come fare, più o meno, Assisi-Firenze tutta dritta, senza case, senza benzinai, senza ricezione del telefono, incrociando una macchina ogni trenta minuti. Piccola parentesi, in questo tratto di strada sembra essere tradizione salutarsi a vicenda con gli altri conducenti, proprio come fanno i camionisti. Sicuramente per superare la noia o sentirsi parte di un gruppo. Il gruppo dei matti che attraversano il nulla.

In generale, una bellissima avventura, fuori dal mondo e dall’immaginabile. Almeno nel ventunesimo secolo.

La parte faticosa ed entusiasmante si è conclusa con l’arrivo a Ceduna, prima cittadina dopo il confine. Eh già perché con la fine del Nullarbor finisce anche l’Australia Occidentale e inizia l’Australia Meridionale, o meglio il South Australia. Altro stato, altre regole. Ma proprio altre. Prima fra tutte, l’orario. Qui si segue, thank God, l’ora legale e in più è aumentato il fusorario di 2 ore e mezzo rispetto a Perth, quindi ora ci troviamo a +9,30 ore da voi. La cosa bella è che mentre fino a due giorni fa per noi il sole tramontava alle 6 e mezzo circa, ora lo fa alle 8! La storia delle altre regole diventa quasi stupefacente quando vieni a sapere che al confine dell’Australia Meridionale c’è una dogana dove trovi un poliziotto che ti perquisisce la macchina per accertarsi che non stai importando frutta o verdura fresca. Avete capito bene, importando. Siamo in Australia, eppure tra uno stato e l’altro ci sono politiche a volte talmente differenti a tal punto da proibire lo scambio di beni alimentari freschi. 

La curiosità che posso raccontarvi, ma che forse già saprete, riguarda la differenza di temperatura tra nord e sud. In Australia la cosa funziona proprio al contrario, come tutto, del resto. Essendo situata al di sotto dell’equatore, più si scende a sud e più ci si allontana da esso, quindi più è freddo, mentre più si sale a nord e più è caldo. Ciò significa che noi stiamo un po’ inseguendo il freddo. Ed è proprio così! Di giorno si muore dal caldo ma di notte inizia a fare veramente freddo, anche se il nostro Giocondo fa del suo meglio per proteggerci.

A parte questo, Ceduna è una simpatica cittadina famosa per le ostriche. Ogni anno a Gennaio vengono pescate tonnellate di ostriche ed esportate in tutta l’Australia e in tutto il mondo. Per non farci mancare nulla, io e Kinetto siamo andati a mangiare nell’Oyster Bar del posto. Dovete immaginarvi il baracchino di zazzà, dove vai alle quattro a ordinare una piadina salsiccia e mozzarella. Bè, stessa cosa. Con la differenza che lì ordini ostriche al chilli, al pepe, ostriche con salse varie, calamari o pesci di ogni genere. Inoltre, data l’abbondanza del prodotto, il prezzo delle ostriche è sorprendentemente basso: circa 1 dollaro per un’ostrica non aperta! Insomma, altra esperienza degna di nota. 

Da Ceduna ci siamo spostati a Streaky Bay, dove abbiamo fatto un giro per le dune di sabbia e ci siamo riposati un po’ dal lungo viaggio.

Per concludere, una piccola nota sulla ‘wildlife’ australiana, ovvero sugli animali liberi che è possibile incontrare. La maggior parte sono a me sconosciuti, quindi perdonatemi se non so chiamarli tutti per nome. Vi posso dire che abbiamo incontrato lucertolone di ogni grandezza, canguri, pappagalli coloratissimi, falchi, pellicani e molto altro. I cartelli stradali sono troppo simpatici! Attenzione a questo animale, attenzione a quest’altro. Ma l’unico animale riconoscibile da quei cartelli è il canguro. Il resto sono immagini a libera interpretazione!

Ora ci troviamo a Port Augusta, finalmente il cellulare è tornato a vivere. Siamo allo snodo per Adelaide. Domani visiteremo delle montagne a nord e fra qualche giorno sarà la volta di Adelaide e Kangaroo Island. 

Tutto sotto controllo Amici miei. I nomadi non mollano finché il portafoglio non alza bandiera bianca (ci siamo quasi) :D

Un abbraccio

2006 Views
Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

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