Da Perth a Denmark

16 Marzo 2015
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Here we are again,

inizio ad accorciare i tempi di stesura dei miei articoli perché il nostro viaggio si sta facendo denso e le cose da raccontarvi sono sempre di più.

Dunque, il tragitto che abbiamo percorso in questi ultimi cinque giorni parte da Perth fino a Denmark. Oggi pomeriggio ci sposteremo in direzione Albany ma di questo ne parlerò nel prossimo articolo.

La prima tappa dopo Perth è stata Eagle Bay, una baia che ci ha regalato un altro tramonto mozzafiato. Giusto il tempo di riposarci un po’ e ci siamo messi in viaggio per la prima vera fermata: Margaret River.

Si tratta di una cittadina molto tranquilla, stile umbro se vogliamo. Circondata dalla natura, con pochi abitanti e pochi ristoranti, Margaret River è famosissima per i suoi vigneti. 

Non me ne intendo di vini ma il mio compagnone di viaggio si, quindi non sono mancate per lui, ovviamente, alcune degustazioni nelle cantine del posto. Per gli intenditori che stanno leggendo, nonostante il posto sia famoso per i suoi vini bianchi come Chardonnay o Sauvignon blanc, Kinetto ha bocciato tutti i bianchi e ha promosso, al contrario, quasi tutti i rossi. Il nostro sommelier sostiene che gli australiani utilizzino troppo legno in fase di invecchiamento del vino, quindi che il sapore del vino venga eccessivamente coperto dal sapore delle spezie rilasciato dalle botti. 

A parte questa piccola parentesi critica ma a mio avviso interessante, Margaret River ci è piaciuta molto. Siamo stati accolti a braccia aperte da Lucia e Riccardo (grazie mille, ragazzi!) che ci hanno messo a disposizione la loro cucina e il loro bagno, in pratica tutta casa, nei giorni in cui eravamo li. Oltre a visitare le cantine del posto, quello che abbiamo fatto è stato dedicarci alle magnifiche spiagge, tra mante giganti, tramonti rosa e scogliere immense.

Vi sto descrivendo un viaggio da paese a paese, è vero. Ma voi dovete immaginarvelo così: tra una città e l’altra la distanza è di almeno 150 km. La regione in cui ci troviamo è abbastanza popolata ma, spostandosi verso l’entroterra o andando in direzione Adelaide le distanze si dilatano. 

Quindi, cari amici, immaginate distese infinite di foreste di eucalipti altissimi, o di prati in cui pascolano mucche, tori, in cui ci sono arieti, struzzi, pappagalli coloratissimi, canguri che saltellano. Immaginatevi una strada bella larga davanti a voi e una macchina ogni 30 minuti. Poi, passati i famosi 150/200 km, il primo paesino, che può essere forse grande come Rivotorto, o forse anche meno. Insomma, un’Australia infinita.

Passati i nostri due giorni nella Margaret River dal profumo di casa, ci siamo messi in viaggio per Pemberton. Per raggiungere il paesino, abbiamo attraversato ben tre parchi nazionali. 

Cosa sono? In realtà si tratta di foreste che assomigliano quasi a quelle tropicali per quante piante ci sono. Oltre agli eucalipti stretti stretti fra di loro, puoi osservare un sottobosco ricchissimo di piante esotiche di cui purtroppo non conosco i nomi. E innumerevoli cartelli di ‘attenzione attraversamento canguri’, ‘attenzione serpenti’ e via dicendo. 

Non ci si inoltra da soli nella macchia, noi ci limitiamo a seguire le strade che passano in mezzo a queste meraviglie e, di tanto in tanto, ci addentriamo nel parco per raggiungere la costa e visitare qualcuna delle migliaia di spiagge degne di nota che il Western Australia ha da offrire. 

A Pemberton abbiamo dormito in un’area campeggio gratuita (con bagni e acqua per lavarsi le mani) e l’indomani ci siamo diretti verso uno degli ‘walking trees’, eucalipti alti dai 52 ai 60m su cui è possibile salire. Negli anni 1930 e 1940, infatti, gli abitanti del posto decisero di costruire intorno a questi alberi una specie di impalcatura, molto rudimentale ma a prova di caduta, per poter salire fino in cima agli eucalipti e avvistare da li gli incendi circostanti.

Forse lo saprete già ma l’Australia è famosissima per i suoi incendi, tanto che d’estate, quando a Perth sembra ci sia la nebbia, si tratta, in realtà, di fumo. 

Gli incendi sono spesso provocati da fulmini al finire di tempeste o dalle frequenti ondate di calore estive e sono praticamente incontrollabili, almeno da quello che abbiamo potuto amaramente constatare. Ieri, percorrendo la strada che da Pemberton porta a Walpole, abbiamo attraversato un altro parco nazionale interamente bruciato dall’incendio. Sembrava una scena del ‘Re Leone’, quando Scar si impossessa del regno. Tutto nero, tutto andato. Solo le chiome erano arancioni (comunque bruciate), e qualcuna era rimasta verde, la dove le fiamme non erano arrivate. Ma la cosa sorprendente è che questo scenario è durato per circa 40 km di tragitto. Questa è stata la nostra misurazione in lunghezza, ma ovviamente le fiamme si saranno estese anche in larghezza. E’ stato meraviglioso fermarsi in qualche punto, dove abbiamo potuto notare il contrasto tra l’arancio delle foglie bruciate e il verde di quelle ancora vive, o il nero del sottobosco e il verde delle piccole piante che hanno avuto la forza di rinascere. Mi è piaciuto chiamarlo così: il trionfo della natura. Uno scenario triste ma allo stesso tempo molto bello e commovente. 

Chiudo qui la parentesi incendi. Dopo Pemberton, in direzione Walpole, ci siamo addentrati in un parco per raggiungere una spiaggia famosa per un relitto che, ogni dieci anni o con la bassa marea, riappare a riva. La Mandalay Beach, dove affondò la nave norvegese Mandala, è grandissima, deserta e, come tutte le spiagge del sud-ovest australiano, ha una sabbia bianca e finissima. 

Da li, ci siamo diretti a Walpole dove abbiamo percorso la ‘tree top walk’, una passerella di 600m a 40m di altezza dal suolo che è stata costruita sugli eucalipti e che oscilla lievemente con il vento per simulare l’oscillazione delle chiome degli alberi. Una cosa un po’ troppo turistica ma particolare. Ci è piaciuto di più il vecchio sentiero sottostante, dove abbiamo letto e osservato fenomeni interessanti sugli eucalipti, sul sottobosco e su tante specie animali del posto. Da li ci siamo spostati qui a Denmark. Al momento siamo in un pub in attesa che spiova, e nel mentre scrivo questo articolo. Oggi visiteremo due spiagge famosissime e poi ci metteremo in viaggio per Albany.

Quello che posso dirvi finora è che il sud del Western Australia è famoso per essere una zona estremamente verde, al contrario del resto dell’Australia, terra arida e rossa.

Purtroppo ai lati delle strade si vedono spesso canguri morti perché investiti. Infatti evitiamo sempre di guidare di notte o di mattina presto, quando i canguri vanno in giro a mangiare.

La cosa che forse vi interesserà di più è la nostra vita da nomadi in van. Bè, il letto è sorprendentemente comodo, il fornelletto a gas portatile funziona alla perfezione e non ci facciamo mancare mai il nostro piatto di pasta. Scatolette per conservare il cibo, stracci per lavare le stoviglie, tavolinetto per mangiare e sedie da campeggio, la mia chitarra per passare il tempo… non manca nulla. Qui è pieno di aree in cui sostare, alcune più attrezzate, con barbecue, bagni e tavoli, altre meno. 

Tutti, compresa me, hanno un’applicazione chiamata WikiCamps, che ti permette di individuare i posti in cui dormire, filtrandoli in base alla presenza o meno di bagni, docce, costo di pernottamento e così via. Una volta selezionata l’area di sosta, parcheggiamo il van e prepariamo la cena prima che si faccia buio. Si perché, non avendo luci, bisogna sfruttare quella del giorno. Anche per questo motivo ormai andiamo a letto alle 9 di sera e ci svegliamo alle 7 di mattina. Una volta cenato, laviamo le stoviglie nelle cannelle presenti vicino al barbecue o al bagno, mettiamo a posto il van e ci rilassiamo un po’. Poi andiamo a dormire e la mattina dopo ci laviamo e usiamo i bagni del posto. Avendo il fornelletto a gas, possiamo cucinare di tutto. L’unico problema è che non abbiamo un frigo per conservare il cibo, quindi compriamo tanti legumi in scatola, pasta oppure verdura fresca di volta in volta, in base alla frequenza dei supermercati. 

Altra curiosità da rimarcare: la guida a destra! Lo so, ne avevo già parlato, ma stavolta i protagonisti siamo noi. Ho guidato anche io e devo dire che è stato molto emozionante per me. Prima di tutto, quando non guidi da quattro mesi fa sempre un certo effetto, poi non avevo mai guidato un furgone in vita mia e poi, bè, dalla parte opposta della strada, usando la mano sinistra per il cambio, con le frecce che si mettono a sinistra e i tergicristalli a destra… insomma tutto al contrario! Io e Mik ci siamo sbagliati già più volte, assonnati di prima mattina, guidando sul lato destro della strada anziché a sinistra. Appena abbiamo visto veicoli venirci praticamente addosso, abbiamo capito che stavamo sbagliando e ci siamo spostati. Tranquilli amici, ora non sbagliamo più. Tutto sotto controllo!

Il costo della benzina varia più o meno dagli 80 centesimi a 1.10 euro. Nei paesini più remoti, logicamente, costa molto di più rispetto alla città. Questo dipende dal costo del trasporto.

Concludo questo lungo articolo con una cosa che purtroppo non posso mostrarvi per foto: il cielo dell’emisfero australe.

Ragazzi, ho i brividi a descriverlo. Gli infiniti spazi vuoti e la totale assenza di luce per strada e in mezzo alle foreste ti permette di osservare un cielo pienissimo di stelle, traboccante di puntini bianchissimi e, cosa ancora più indescrivibile, una striscia bianca che taglia il cielo in due… la via lattea! Ovviamente le costellazioni non hanno niente a che vedere con le nostre. E’ tutto completamente diverso, niente carri, nessuna orsa. Un cielo nuovo per noi.

Vi scriverò molto presto, promesso!

Un abbraccio da Denmark

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

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