Un grazie, un addio e un 'mi mancherete'

24 Febbraio 2015
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Liebe Freunde,

questi ultimi giorni sono giorni di fuoco. Tanto lavoro come sempre, preparativi, ultime cene, allestimento van, assicurazione macchina e molto molto altro.

Una settimana fa abbiamo comunicato ai nostri rispettivi manager che lasceremo il posto. In entrambi i casi, la reazione è stata molto bella. Entrambi ci hanno fatto capire di essere stati ottimi collaboratori e abbiamo percepito stima da parte loro. Chi mi conosce lo sa già, ma mi piace ripeterlo. Non c’è nulla di più gratificante e bello nella vita della stima delle persone che ti circondano. Perché questo significa che hai lasciato qualcosa, che quel qualcosa è apprezzato e che qualcuno ti ha ammirato. Significa che in qualche modo sei servito da esempio.

Voglio dedicare questo articolo a questa magnifica città, che si è fatta scoprire un poco alla volta. Non come l’ammaliante Parigi o la Londra dai mille volti, non come la Berlino alternativa o la Lisbona colorata, tutte città che colpiscono all’istante.
La meravigliosa Perth è iniziata ad uscire dal suo guscio mano a mano, con gli skater per strada, l’accento dei suoi cittadini, i suoi grattacieli ordinati, i suoi sabati caotici e i tantissimi festival.
Questa è la prima Australia che ci ha accolto e qui lascio tante cose di me, i miei primi sguardi sbalorditi, le mie prime sensazioni. E lascio una Marta persa e assorta nei suoi problemi. Ringrazio questa città perché mi sono bastati 20 minuti al giorno per andare al lavoro, con le cuffie in testa e la mia musica preferita, per pensare ogni mattina a quanto io ami la mia vita.

E poi, già che ci siamo, grazie a tutti i nostri amici viaggiatori.

Grazie a Valerio, per averci fatto ridere, per avermi insegnato ad essere solidale con i nuovi arrivati. Ogni volta che un italiano passa al bar a lasciare il curriculum, penso a te, a come il secondo giorno che siamo arrivati hai preso Mik senza nemmeno conoscerlo e lo hai portato al ristorante, penso al tuo carisma. E penso che anche io voglio essere come te, quindi faccio di tutto per aiutarlo.

Grazie a Nico per essere un po’ matto e tanto buono, per tutti i barbecue a casa nostra, per i salmoni del ristorante. Grazie per essere stato un punto di riferimento. Grazie per la tua umiltà.

Grazie ai nostri coinquilini coreani, per avermi insegnato l’arte della condivisione. Tutte le cene cucinate per me senza preavviso, tutti i pezzi di torta tagliati in mille parti per poterne mangiare un po’ ciascuno, tutto il vostro essere voi stessi, con una cultura così diversa eppure così meravigliosa.

Grazie a Perla, per avermi aiutato al lavoro con la pazienza e la premura di una mamma e per avermi ascoltato in tutte le giornate in cui avevo bisogno di una parola di conforto.

Grazie a Jordan, a Sarah, ai ragazzi dell’ostello. E grazie a chi ci ha dato lavoro.

Infine, grazie a Colleen, splendida donna dai valori nobili e dal cuore grande. Ci hai accolto e seguito in questo nostro inizio e continui a farlo con amore.

Un articolo sentimentale, lo so. Ma chi ha letto assiduamente il blog e ha seguito questo nostro percorso comprenderà per certo il mio bisogno di esprimere la mia più profonda gratitudine nei confronti di questo luogo e delle persone che ci vivono.

Invece, cari Amici lontani, vi devo un breve aggiornamento. Domenica saremo a Bali, dopodiché si parte per la costa sud. Non so se e quanto avrò internet, dunque per chi volesse sapere dove siamo vi comunico che nel lato destro del blog trovate una cartina in cui cercherò di aggiornare la nostra posizione volta per volta. Seguite il puntino rosso e seguirete noi!

Il van è pronto e le tende dai mille fiori colorati sono state fissate, le luci di scorta pure. Il materasso è stato testato in due ed è perfetto. Inoltre il nostro Giocondo (il van che girerà mezzo mondo J) è stato adeguatamente decorato sia esternamente che internamente.

Che dire, non mi sembra vero. Abbiamo concluso la parte “faticosa” del viaggio, in cui il nostro solo obiettivo era quello di mettere da parte qualcosa. Ora inizia la vera avventura.

Mi mancate tutti e molto, è vero. Forse perché siamo cosi tanto lontani e il fuso orario ce lo ricorda ogni giorno. Forse perché la parte più grande del cuore è sempre li da voi e con voi. Perché per quanta chioma un albero possa avere, è grazie alle sue radici che riesce a tenersi su.
Mi mancate molto, ma io sto qui e sto bene. Noi siamo qui e stiamo bene, felici.

A dopo Bali, sperando di riuscire a farvi rivivere un po’ di quella che sarà la nostra Indonesia.

Un bacio grande! 

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

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