Kia ora Aotearoa - Benvenuti in Nuova Zelanda!

09 Dicembre 2018
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Cari amici,

vi chiedo scusa se questo aggiornamento arriva in netto ritardo, ma sono state settimane molto intense sotto diversi punti di vista.
Vi basterà sapere, intanto, che vi sto scrivendo dal Nomads Hostel di Auckland, un ostello nel cuore della città, pieno di ragazzi tedeschi nell’anno sabbatico, di inglesi e anche di francesi. Strano ma vero, di italiani non c’è traccia.

Le ultime settimane nelle Filippine sono trascorse abbastanza tranquillamente. Abbiamo organizzato molte giornate con tutta la famiglia ed è stato molto bello.
Poi, dopo 22 ore di voli e scali, siamo arrivati nella verde Nuova Zelanda.

La città è una città come tutte. Non proprio quello che ci si aspetta quando si pensa a questo paese.

Inoltre, la vita è carissima. Gli stipendi sono più bassi dell’Australia, anche se la paga minima all’ora è comunque 16,50 dollari neozelandesi (10 euro).

Nella Lonely Planet e in diversi articoli avevo letto che Auckland rientra fra le città più vivibili al mondo.
Forse è presto per dirlo ma, a me non sembra. Il cibo costa davvero troppo (6 dollari per 6 uova); a parte bus e treno, non ho visto tram o mezzi di trasporto che passano di frequente. Anche se devo aprire una parentesi: monopattini elettrici sono sparsi per tutta la città e a disposizione di chiunque abbia l’app per pagarli. Cosa significa? Apri l’app, scansioni il codice QR nel display del monopattino pagando un dollaro. Dopodiché, puoi utilizzare il mezzo per tutto il tempo che vuoi, pagando 30 centesimi al minuto. Una volta finito, lasci semplicemente il monopattino dove vuoi. Non ci sono spazi appositi. Puoi lasciarli in marciapiedi, piazze o appoggiati a un muro (hanno comunque il cavalletto). La notte, gli addetti li riordinano e li ricaricano. Il prezzo è abbastanza competitivo per le tratte brevi e sono mezzi che non inquinano, quindi la trovo un’ottima idea.
Parentesi a parte, anche per aprire un conto in banca serve tempo. Diversamente da quanto avviene da noi in Italia o in generale in Europa o anche in Australia, qui serve prendere un appuntamento di un’ora e tutte le banche sono prenotate per almeno due o tre settimane, quindi abbiamo dovuto prenotare in una filiale fuori città.

Per quanto riguarda il clima, immaginate un maggio italiano che non sa ancora se fare caldo o freddo. La sera sono 17 gradi e il giorno forse 25. Ma l’estate è comunque alle porte.

La città è davvero internazionale. Dovete ricordare che siamo in Oceania, quindi un continente abbastanza a portata di mano per gli asiatici, ma non solo. Qui è pieno di quelli che chiamano “Pasifika”, ovvero cittadini delle isole del Pacifico come le Fiji, Vanuatu, le Samoa ecc.

Inoltre, siamo nella terra dei Maori, uno dei più antichi popoli del mondo, di origine polinesiana (avete presente i giocatori di rugby – gli All Blacks - che fanno l’Haka? Quelli.).

L’accento neozelandese è davvero molto simile a quello britannico, per lo meno qui in città.
La Nuova Zelanda, poi, è uno di quei posti che ancora non ha avuto il coraggio di fare il passo avanti e che fa ancora parte del Commonwealth, con la regina Elisabetta come regnante.

Ma tornando a noi, il primo giorno ci siamo fatti un giro in città, il secondo abbiamo iniziato a mandare i CV passando per le offerte in internet e il terzo giorno io e Jof avevamo un colloquio ciascuno e la possibilità di andare a lavorare in fattoria per raccogliere e impacchettare fragole.

Jof è ufficialmente un aiuto cuoco / cameriere. Lo chef che assiste è indiano e lavora in un pub frequentato da neozelandesi e specializzato in birre e cibi poco elaborati come hamburger, patatine o bistecche.
A me invece sono state offerte 12 ore a settimana come insegnante di lingue, cosa che mi piace molto ma non so se accetterò perché, dato il costo della vita, ho bisogno di lavorare di più (oltre alle traduzioni).

Il prossimo step sarà quello di cercare una casa. Lo avremmo dovuto fare stasera ma ci siamo trovati a chiacchierare con due tedeschi, un americano e un neozelandese nella sala comune dell’ostello, quindi immagino lo faremo domani :)

La Nuova Zelanda oltre questa città sembra offrire paesaggi davvero incredibili, quindi stiamo pensando di comprare un van con cui viaggiare fra tre mesi quando lasceremo la città, o comunque a una soluzione alternativa che ci permetta di essere il più flessibili possibile.

Non voglio aggiungere altro perché avrò tre mesi per raccontarvi di questa città e di questo popolo, quindi vi lascio così, sperando di avere presto il tempo per scrivere ancora.

Un abbraccio a tutti!


Marta

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

  • P. IVA: 03449380546
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