Mangawhai e il cambio rotta

22 Dicembre 2018
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Dear friends,

le settimane passano e il tempo di scrivere è sempre di meno. Sarà che tra cambiamenti, spostamenti e lavoro è stato un periodo particolarmente denso.
Tanto per aggiornarvi un po’, le cose sono leggermente cambiate dall’ultimo articolo in cui vi raccontavo del nostro arrivo e dei nostri progetti ad Auckland.

La città si è rivelata troppo costosa per noi. Mi spiego meglio: gli affitti sono molto alti (circa 600 dollari a testa al mese per una camera in un appartamento condiviso, ovvero sui 380 euro), i supermercati sono incredibilmente costosi e i posti dove avevamo trovato lavoro non ci stavano dando abbastanza ore da permetterci di proseguire.

C’è da dire poi che la vita in città porta inevitabilmente a maggiori spese, perché si è circondati da bar, cinema, attrazioni e in generale molta più vita rispetto alla campagna.


Per tutti questi motivi e dopo aver ricevuto due offerte di lavoro valide per entrambi, abbiamo deciso di cambiare piano.
Le opzioni erano lavorare come camerieri in un bellissimo resort nel mezzo di un parco regionale circondato da spiagge apparentemente paradisiache, in una penisola a est di Auckland (Coromandel), o lavorare come camerieri in un ristorante tranquillo in un paesino in mezzo al nulla, a un’ora e mezzo a nord da Auckland. Entrambi ci avevano promesso moltissime ore di lavoro settimanali e la possibilità per me di lavorare anche part time (così da portare avanti le mie traduzioni).
Nelle stanze per lo staff del resort di Coromandel, però, internet era un’incognita e, data l’importanza che questo ha per il mio lavoro, abbiamo optato per il paesino di campagna.


Ci siamo quindi messi alla ricerca di una macchina usata, possibilmente station wagon così da poterla sfruttare per il futuro road trip, e nel giro di un’ora abbiamo trovato ciò che faceva per noi.
Il giorno dopo ci siamo recati a Tauranga (2 ore e mezzo a sud di Auckland) e per 1600 dollari (1000 euro), abbiamo acquistato una fantastica Audi A4 usata del 2000 con circa 280.000 km.
Jof ha lasciato il lavoro come aiuto cuoco e io come insegnante di lingua e tre giorni dopo, passando per un paio di parchi nazionali verdi, immensi e pieni di pecore, siamo venuti in quello che sarà il nostro paese per circa 3 mesi: Mangawhai.


La casa dove stiamo è molto bella, i nostri coinquilini sono due ragazzi indiani molto simpatici che lavorano come cuochi (uno di loro nel nostro ristorante) e soprattutto… siamo a 400 metri dal ristorante!
Lo staff sembra molto amichevole. Jof lavora al bar (cocktail, vini e birre), io prendo gli ordini e porto a tavola. Il sistema è abbastanza diverso dal nostro, soprattutto per quanto riguarda gli orari e il modo di mangiare.
Qui alle 6 si inizia a cenare e per le 10 siamo già fuori. Una volta finito l’antipasto, non si aspetta nemmeno un minuto, anzi. Il piatto va tolto subito e va chiamato il secondo. Dicono che è perché i neozelandesi non amano aspettare troppo per il cibo.
Per non parlare del caffè. Siamo sulla stessa scia dell’Australia, con 100 nomi diversi per cose che sono praticamente tutte molto simili. Un cappuccino è caffè con latte interamente schiumato, un flat white è la stessa cosa ma il latte non viene per niente schiumato mentre il “latte” è sempre la stessa cosa ma il latte viene per metà schiumato e per metà no.
E non sto qui a spiegare lo short black, il long black, la mocha, il chai latte e compagnia bella.
Insomma, un altro paese pazzo in quanto a caffè.


Per il resto posso dirvi che viviamo in una località balneare, un luogo in cui gli abitanti di Auckland vengono a rilassarsi nel weekend o in cui hanno la seconda casa dove trascorrono l’estate.
Ci sono diverse spiagge carine ma per ora ne abbiamo vista solo una.


Questa tappa ci permetterà di guadagnare qualcosa per poter poi affrontare la seconda parte del viaggio, quindi per ora lavoro, lavoro, lavoro :)
Nei giorni liberi speriamo di riuscire a visitare qualche posto al nord così da poterci concentrare poi solo sul sud.
Ad essere sinceri, in quanto a paesaggio, la zona dove siamo sembra proprio come casa. Colline verdi ovunque e tanta, tanta natura.


Vi lascio con una curiosità che ho letto oggi nella Lonely Planet e che trovo molto interessante: perché la Nuova Zelanda si chiama così?
Apparentemente i primi europei ad arrivare in quest’isola furono gli olandesi, che sbarcando in un punto non troppo lontano da Auckland furono circondati da una tribù Maori armata di frecce. Per conoscere chi avevano di fronte e capire se si trattasse di un amico o di un nemico, i Maori si fecero avanti con la loro danza tradizionale, l'haka. Gli olandesi, confondendo la danza con una specie di benvenuto, risposero a suon di trombe. A quel punto i Maori decisero di attaccare e gli olandesi furono costretti a fuggire senza tornare mai più.
Gli europei (inglesi e francesi) sarebbero tornati solo 137 anni dopo, ma quello sbarco diede al paese il nome che ancora oggi porta. “Neew Zeeland”, infatti, significa “nuova terra del mare” in olandese (new sea land).
E con questa piccola storia vi saluto, con la speranza di riuscire a scrivervi presto.

P.S. qui l’atmosfera natalizia è pressoché inesistente, voi ci mancate molto e penseremo a voi, ai panettoni e alle pinocchiate molto intensamente (anche se è stato bello non dover andare in giro per una settimana in cerca di regali).


Buon Natale Amici miei,

 

Marta

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Marta Volpi

Attratta dalle lingue straniere sin da piccola, la sua passione si concretizza all’età di 15 anni, quando compie il suo primo viaggio di tre mesi a Berlino, in una famiglia e in un contesto dove parlerà soltanto tedesco. Seguono continui viaggi di diversi mesi in Germania, che dureranno per tutta la carriera scolastica, universitaria e oltre, con esperienze a Berlino, Würzburg e Heidelberg. Sul fronte della lingua inglese, esperienze lavorative a Bristol (Inghilterra, tre mesi) e in Australia (Perth, Melbourne, otto mesi).

  • P. IVA: 03449380546
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